Overture alla Carlo Gustavo

«Non ho mai potuto posarmi, una volta raggiunta una meta. Ero costretto a proseguire per raggiungere la mia visione. Ho offeso molta gente, perché non appena mi accorgevo che non mi capivano, per me era finita. Dovevo procedere per la mia strada. Dovevo obbedire a una legge interna che mi si imponeva senza lasciarmi libertà di scelta. Naturalmente non le ho sempre obbedito. Chi potrebbe vivere senza essere mai incoerente? Ma un uomo dotato di spirito creativo ha poco potere sulla sua vita. Non è libero. E’ incatenato e spinto dal suo demone. Questa mancanza di libertà è stata per me un gran tormento. Ma il demone fa in modo che ne usciamo felicemente e la benedetta incoerenza fa sì che, in flagrante contrasto con la mia “infedeltà”, possa ugualmente mantenere la fede in misura insospettata. Forse potrei dire: ho bisogno degli uomini molto più degli altri, e al tempo stesso molto meno. Quando il demone è all’opera, si è sempre troppo vicini e troppo lontani. Solo quando tace si può tenere il giusto mezzo.»

(dall’autobiografia di C.G.Jung)

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