Atterrando sulla città affamata. Performing On sax, mr Michael Brecker

Pareva di scivolare sul fondo del mare stamattina.

Il ghiaccio, la nebbia, le goccioline sospese, le nuvole basse percorse da giganteschi flash celesti, come se qualche divinità in gita sporgesse la camera sul flusso irregimentato dei pesci umani, lì sotto.

Si amano anche i viaggi minori, certe volte, quelli che il quotidiano ritiene necessari. Partire tra i paesaggi onirici della campagna alle 6 di un mattino cui devi prestar fede, perchè una luce decente non si farà vedere prima delle sette, quand’è ora di sbattere sull’eterna fila che si prepara onestamente a spolpare la città.

All’altezza dell’aeroporto dell’Urbe presenzio al silenzioso corteo di quattro generazioni di zingari che attraversano il semaforo di Fidene. Il mondo scorre incomunicato, nell’infinita distanza dei due metri che separano il motore acceso dalla zebra dell’attraversamento pedonale: una bisnonna piegata dall’artrite procede in testa, un capobranco con cappellaccio bohemienne, impettito, segue guardando la distanza avanti a lui, varie altezze di figli trotterellano dietro, in ritardo, in coda alla narrazione, dove resta solo il fragore dei carrelli trascinati, vuoti.

Dimentico e vado, come se nulla fosse. Dedico il pensiero più alto che mi riesce, a quest’ora di vampiri che s’attardano pericolosamente, all’infinito sax scomparso di Michael Brecker che mi ha guidato anche oggi da fuori a dentro, come se tenessi il volante nel solco dei palazzi giganteschi che scavano le prospettive incrociate, a Manhattan.

Enjoy.

2 risposte a “Atterrando sulla città affamata. Performing On sax, mr Michael Brecker

  1. come minuscoli migranti urbani
    affrontiamo percorsi controllati
    underground fragili ed umani
    e in superficie mogi e spaesati

    nei soliti tragitti quotidiani
    da quali case noi siamo partiti
    con il fedele aiuto del domani
    a quali luoghi siamo destinati

    nel rifare quel che abbiamo già fatto
    con il pensiero che affianca l’azione
    nel ridire quel che abbiamo già detto

    nello spostarsi in ripetizione
    senza incontrare le lacrime e il pianto
    ma il sorriso di molte persone

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