Due stanze africane: Dakar-Bissau con il Words Social Forum

africaL’Africa nord-occidentale, a ben vedere, è una delle linee di frattura del mondo, un estremo socio-ambientale che le carte geografiche non sanno mostrare. Il Sahel, la fascia di territorio stepposo che avvolge Mali e Senegal, raccoglie il grande fiato rovente del deserto che avanza. Il Sahel è frontiera nel senso più verticale del termine, è il cancello lungo migliaia di chilometri presso cui gli uomini si spezzano nel tentativo di arginare i danni della siccità. In senso opposto, è il penultimo terminale delle vie crucis emigratorie, quaggiù ci si imbarca per le lunghe traversate sahariane appesi a un camion sfasciato, con la speranza di arrivare vivi, senza essere rapinati degli ultimi dollari utili a scavalcare l’estremo baluardo del Mediterraneo (per conoscere i particolari di questo folle viaggio neo-iniziatico consultare il bellissimo “Bilal”, di Fabrizio Gatti, che racconta dal vivo l’esperienza).

Il Fuori-menù WSF di oggi è anche un fuori pista, un atto d’amore nei confronti del Reportage di viaggio, di ciò che non appare al mondo se non sulla tela del proprio percorso, quando siamo in grado di soffrirne intimamente ogni particolare.

Uno sguardo di qua e di là del Sahel, attraversando via terra questa linea di frattura che inquieta per unire i mondi incredibilmente distanti di due città-simbolo. Da una parte, sostenuta ancora dall’interesse occidentale di marca francofona, la grande centrifuga umana che anima Dakar, capitale del Senegal, cinque milioni di abitanti in perpetua dinamica; dall’altra il segno vuoto delle dimenticanze post-coloniali, il disfacimento architettonico, il morso dell’assenza di prospettiva, quella sorta di socialità arresa che si respira poco oltre confine a Bissau, capitale della Guinea portoghese, quattrocentomila anime scarse.

Dakar-Bissau, trecentosettanta chilometri di strada appena, due giorni di percorrenza via terra, con la benedizione di quattro taxi collettivi e due piroghe, nella migliore delle ipotesi che vi possa capitare.

Abbiamo messo insieme due stanze d’Africa e un’ipotesi di migrazione al contrario. Siamo due voci diverse, impressionate, su un confine che ci riguarda molto da vicino.

continua qui:

http://wordsocialforum.com/2013/07/01/fuori-menu-8-due-stanze-africane-itinerari-di-livio-boriello-e-alessandro-gabriele/

2 risposte a “Due stanze africane: Dakar-Bissau con il Words Social Forum

  1. come ho detto di là, non le trovo tanto diverse ste due voci. Borriello forse cede a qualche intellettualismo, tu al solito intravedi segni che nessuno vede, ma l’Africa, quest’Africa, annulla le differenze.
    bravi e belli.

    • grazie della partecipazione scritta, Ji.
      Il Reportage di viaggio è genere antico quanto l’uomo, molto più del romanzo e del racconto, a ben vedere.
      Pare facile cimentarsi col genere…ma non lo è, a voler vedere la credenza dei bicchieri mezzi vuoti, tutti e due branch “soffrono” da un lato differente, secondo me 🙂

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