L’insostenibile leggerezza tra Cielo e Uomo, e palla al centro.

apoGirano incolonnati sul bordo delle città, degli amori, delle famiglie.

In tondo si muovono sempre, ostaggi delle tangenziali, condannati senza tribunale, sorvegliati dal centro immobile dove sorgono i bruciori di stomaco, le liti condominiali, le riunioni fraintese, le beffe delle attese.

E prendono ogni tanto le medicine delle preghiere, le prendono per naso, per culo, per spensieratezza, fanno lunghe digressioni di buoni sentimenti, di vacanze compatte, di trasgressioni sfinite a cottimo.

La natura ha imparato a scansarli, operazioni automatiche di fisica biologica li imbozzolano come minuscoli escrementi nella valva del creato. E’ sempre un cerchio la dinamica che li agita, il cielo li tratta come perle, come sfere risibili al mercato della dimenticanza, non c’è contrattazione che valga, non c’è pena né salvezza, solo un rumore diffuso di mercato che governa, di attrito che si concentra, solo gabbiette circolari da cui salutare la fata morgana che ognuno ignora di essere, e un raspare di unghie, di piccoli guadagni, di morti differite, come bombole d’ossigeno sul punto di sfiatare.

Si fosse saputo prima, forse, avremmo avuto il sereno, nei consigli d’amministrazione, sulle piazze finanziarie, sui tavoli di mogano che governano l’umano e, soprattutto, sulle tangenziali, il lunedì mattina.

Così gli avvocati avrebbero smesso di truccare le carte, i pulitori di spazzare sotto i tappeti, le badanti di sputare nelle minestre, le bambole di morire di gioia sugli scaffali, gli amanti di squagliare i cioccolatini col pensiero, i manager di pianificare opere, parole e omissioni.

Si fosse saputo prima che dio, vaccaboia, c’era. E però si interessava d’altro.

Fu così che non lo riconobbero, e continuarono ad alzare il volume delle comunicazioni, senza capire il dente che li mordeva.

In attesa di un giudizio, della definizione del bene e del male, della distribuzione controllata del giusto e dell’opportuno, dello squadernamento dei peccati e degli inferni alla finestra altrui, per godere dei fuochi a sera nel narrare ininfluente dei propri destini.

E anche quel gioco filosofico di evocare la bontà intrinseca, quell’unire mignoli e pollici per chiamare gli angeli in schiera cammellata, sentirsi buoni come il pane di domenica mattina, avere una carezza per tutti quelli che entrano nello specchio, non avrebbe ottenuto altro che nuova oscurità minacciosa a fare bilancio di massa.

L’universo starnutì, il respiro finì, si fece il vuoto per ricominciare.

Da qualche parte, laggiù, un misero ammasso stellare dimenticato s’animò.

SALUTE!” Sembrò augurare al bipede.

Poi più nulla. Forse un Like di maniera, forse nemmeno quello, dopotutto.

ha

20 risposte a “L’insostenibile leggerezza tra Cielo e Uomo, e palla al centro.

  1. io vorrei sapere tu che mangi al mattino che mi sento come la vecchia signora che dice alla cameriera “quello che ha preso lei” indicando meg ryan non appena si è ripresa dal uno stre-pi-to-so orgasmo così finto che sembrava vero. che diavolo hai in corpo, non solo per come lo dici, ma anche per quello che dici. (non lo metto, il like di maniera)

  2. Io non posso lasciarti il like che, oltrettutto, non amo per nulla!

    I do like what you wrote!:-)
    See you later; Alex!
    gb

      • tu pensi che io colmerò questo mio , a tuo dire, difetto ontologico? 😉
        come fai a scrivere quello che scrivi nel modo in cui lo scrivi?
        Insomma io mi meraviglio del contenuto e della forma!
        i titoli sono la mia passione!
        i tuoi sono validissimi!
        sorriso
        gelso sempre meno notturno

      • o certamente si, figliola, non puoi continuare a negarti così la cerimonia dello scioglimento del Like…..
        il blog si chiamerà: tuttelenottiamezzogiorno, o qualcosa del genere 😀

    • Whynot, il Blog è uno degli starnuti moderni dell’Ego, bisogna conoscere i propri demoni, dargli quel po’ di spazio che si meritano, farseli amici.

      • “il Blog è uno degli starnuti moderni dell’Ego”
        sì. è così… in massima parte.
        si possono conoscere i propri demoni e dare loro spazio anche in altri modi, mon ami!
        🙂
        gb

      • Oh, sì, Alex! Nella scrittura, sì!
        Nella scittura, che è un qualcosa di grande che mi appartiene, c’è anche il demonio!
        Certo! 🙂
        Buon tramonto del sole!
        gb

    • oh gracias, “Un día, así de pronto, se te manifestará de golpe el universo, ronroneando como un gato gigantesco delante de tu conciencia limitada.” A. Jodorowsky

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