La prossemica alcolica delle sere di pioggia

SAM_0164

Tamburello col dito sul bordo umido di una birra per contenere uno sguardo. Guardi e scuoti i capelli e dai un’occhiata al soffitto, c’è un cambio di posizione in cui riaccavalli le gambe nervose. Devo rimettermi dritto, schiena poggiata, ginocchia ad angolo retto, trasmettere ditate di riassetto alla pettinatura sudata.

Sgusciamo da un attimo di silenzio che ha smagliato il tessuto del discorso. Scarichiamo ferite di tensione nel vuoto insignificante dei gesti. Intanto arriva da bere il secondo giro.

Riassembliamo frammenti che forse ci riguardano intorno a labbra increspate di circostanza. Guardo quei nuovi muscoli dolci che ti fanno leggere diagonali sul verso del collo, come le accogli sull’onda di un sorriso di scampato allarme, come somiglino al leggero spasmo di un orgasmo invisibile.

Prendo tempo io, e alcol in due sorsi. La distorsione percettiva mi solleva, rende il cuore gigantesco, inventa le smorfie, la scemenza che ti fa ridere, ciò che scolpisce due fossette ormonali sull’incarnato delle tue guance.

Qualcosa ci attrae nel ritmo del respiro. Dentro e fuori, fuori e dentro. Aria mia? Aria tua?

Soffiamo, scrutiamo, non sappiamo.

Per un paio di minuti produciamo solo accordi in ripristino di risonanza. Ora calmi, rassicurati, riprendiamo a scolpire le frasi, trasmettiamo virgole e puntini puntini, prossemiche e mimiche e stupore e controstupore.

Cambiamo paletti di ritmo pestandoci inizi di frase e intervalli d’inspirazione. Calibriamo in arrivo il sorriso, lo sciogliamo di ritorno in semitono di calore.

E tutta la vasta circolazione che battiamo col ritmo della gamba e voli di palpebra secchi e molto precisi. Ci spostiamo di millimetri l’uno verso l’altra. Senza volerlo veramente, cominciamo a cadere verso lo stesso vuoto sospeso al centro del tavolino.

Ci si innamora per istanti, continuamente, mi chiedo se lo sai. O se conosci davvero tutta l’articolazione degli attori di questa scena, il me e il te raddoppiato nei rispettivi occhi, un noi che ci osserva dall’alto, e ogni altra voce che concorre a sovresporre i contorni della notte.

Sorpresa ci fa scattare in piedi per l’ultima volta come specchio e figura. Nella calca verso la cassa subiamo alterazioni cubiste, braccia che sorgono dalla linea della vita, spalle espulse da strettoie di costole, parola tua rinvenuta confusa in discorsi diversi, capelli lunghi, profumati, precipitati su spalle d’altri.

Fatichiamo a ricostruire il conto, a pagare il giusto consumato. Molti corpi sudati fra noi organizzano la muina dell’uscita. Fragili che siamo a fine sonata. Equilibristi navigati capaci di ballare sulle onde del plausibile ma anche di proiettarsi fuori in un battito di ciglia al suono di sirena.

Si fa le nozze con quel poco di sceneggiatura residua, scolastica come un rientro a casa un po’ di fretta. Si organizza quel po’ di mestiere in un blando editing di frasi, si fa apparire un interesse che non si prova più, lo segnala questa minima colpa che si concede alla freddezza rinnovata dell’altro, si fa per sport e per lasciare un pensiero, ognuno nel proprio laboratorio a raddrizzare i segni interrogativi al termine del periodo. Si.

Metto musiche a percussione della notte. Trovo un peso assurdo di volante che trasmetto fiacco alle braccia e al torace, fin giù alle gambe. Di lato tu, leggera con appoggi di nuvola, guardi fisso rifrazioni di luce che corrono incontro come stelle sfocate dalla pioggia.

Avevo atteso risposte tutto intorno a deformazioni di giornate. Danziamo ancora a fine giro salutandoci gli attimi eterni. Uno schiocco di guancia sovresposta, un prestito di noi in attesa di possibili futuri.

Cosa amerò di te: l’incedere di sogno, quell’ampiezza soffice che schiacci tra parola e parola, fino all’ultimo gesto, comunque. Cosa amerai di me: un pugno di frasi saltate giù da un flusso di coscienza, la bolla elettrostatica che attira leggermente i capelli, quando avvicini il cuore per leggere meglio.

13 risposte a “La prossemica alcolica delle sere di pioggia

  1. nessuno racconta come te le dinamiche amorose (e non solo), mi affascina questa capacità di rendere contemporaneamente tutte le prospettive, deformare e ridare forma alle cose, alle emozioni. cubista, sì, è la parola giusta. piaciuto assai, con un sorriso all’autore

  2. C’è sempre una certezza negli inizi, sta in cosa ameremo noi degli altri e in cosa ameranno gli altri di noi esattamente come hai individuato tu. Questa certezza iniziale è sempre veritiera, ma tendiamo a confonderla coll’andare del tempo.

      • All’inizio siamo attenti ai segnali, che provengano da noi o dall’altro. In un secondo momento subentrano fattori che spesso si intrecciano alle convenzioni sociali e all’immagine di noi che intendiamo dare all’altro e agli altri più in generale.
        È un piacere tornare. 🙂

  3. Come fai a raccontare in questo modo qualcosa di così complesso?
    Tu riesci ad essere perfetto direttore di un coro in cui le voci non cantino insieme, ma inizino con le stesse parole prima o poi, pur facendo cogliere perfettamente il cantato.
    Tu hai una capacità rara di narrare le evoluzioni d’amore e, poi, intrighi, intrecci, slacci le emozioni, mostri vari punti interpretativi.
    Ed altro… che ti scriverò domani.
    Mi è piaciuto tanto.
    Un sorriso grande
    gb notturna

      • no. non pensare che io sia presuntuosa.
        normalmente, di notte, riesco a cogliere molto di ciò che leggo, di ciò che ascolto.
        e la notte scorsa, ho trovato quello che ti ho postato usando immagini che mi venivano alla mente..
        rileggendo ora le mie parole ed il tuo scritto, non credo di non aver intuito…
        ciao, Alex!
        a presto!:-)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...