Giorno Zero

 

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In un ultimo giorno di scuola osserviamo i ragazzi gettare via le cartelle con lanci iperbolici delle braccia, vediamo tutti questi fagotti scarabocchiati volare scomposti nelle luci bruciate di giugno, sentiamo le urla che per istanti coprono il ruggito sordo delle città e tutta la folla ormonale che si bacia e si apostrofa e si strattona. Infine, c’è spazio per gli ultimi scherzi beffardi al ciccione di turno, per le cattiverie spese fuori tempo massimo, cose che rimangono sospese nelle more dell’estate che procede, insensibile, a scorticare la pelle di quelli che gli sembra di non farcela.

Oggi è quel tipo di giorno che albeggia in coda a una lunga notte istituzionale, una commistione di parole infuocate e silenzi preoccupanti e improvvisi rilanci del cuore. Domani comincia un tempo che non si fa interrogare, sono un po’ come gli adolescenti offesi queste palpitazioni che lo accompagnano tra una carezza e uno scatto di nervi e le piccole deviazioni sociali, i timori di non farcela, le ridicole ansie di contatto, tutto il coro di rappresentazioni di un apparente disastro formale che monologa senza controllo.

Cosa vogliono davvero gli adolescenti che sbattono malamente le cartelle a muro nel cortile che ti rappresenta.

Anna ha avuto una storia, la sua prima maledetta storia, una cosa come uno svenevole cucciolo che ora tiene nascosto tra i seni, appena sotto la maglia. Così, quel poco che Anna sapeva di sé adesso non lo riconosce nemmeno più. Le pare solo di somigliare a uno sbaglio, un errore alla lavagna con l’aggiunta di due braccia e due gambe e i capelli che non ha ancora deciso come dovranno crescere, se da maschio,da femmina, da punkabbestia.

Allora lei si abbraccia questo cucciolo che le sbava addosso, una grande circostanza per cui ha l’obbligo di lottare, guadagnarsi le forze e rimanere a galla come una tavola di sughero che cavalca il montare delle onde.

Adesso in ogni caso non sa, e non si fida di questi pensieri, si dondola, rabbrividisce, si sente piena come un pallone da spiaggia, poi leggera come la furia che lo trasporta in un giorno di maestrale ossessivo.

Il cucciolo spara un guaito che buca il rumore della folla. Gli adolescenti si girano tutti, all’unisono.

Ma non è Anna, no, non è Anna che stanno cercando.

 

7 risposte a “Giorno Zero

  1. Pur confermando che la tua scrittura è affascinante, io qui, non è che ho capito molto. Prima di parlare di Anna, c’è tutto un capoverso (Oggi è quel tipo di giorno…) moltro cripatato. Sciogli qualche enigma please 🙂
    Sembra un racconto autistico 😉

  2. gli adolescenti sono un’ottima riserva di caccia, più li mandi giù e più ti tornano su. dopo le geografie, sarà la mappa dell’età che brucia? lo spero. solo una cosa: le ansie di contatto non sono mai ridicole. un bacio

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