Reparto II (Dogs)

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In questa storia matti non ce ne sono tanti, se non di sfuggita. Oltre lo specchio, al gran ballo delle dinamiche sane e adulte, speriamo solo di uscirne tutti col vestito pulito, il resto va in tintoria e nella deprecabile considerazione che alienazione e anima fanno un mondo chiuso in sè, non c’è un filo di poesia nell’essere dottore, non qui fuori sotto natale, comunque.

Il mio è un camice da due soldi, misto acrilico, ci metterebbe nulla a prendere fuoco, ma sto imparando a fare il maledetto pompiere, invece, a tollerare l’ambiguità della mia posizione di Osservatore Scientifico, e devo pure stare attento alla Greca, una laureanda di Salonicco assennata come un Joker, una con i capelli color arancio vivo che si attacca a chiunque, sano o malato o semplice passacarte di corridoio, una sorgente di guai che tutti usano scansare abilmente, in Reparto.

Le reprimenda degli psicanalisti sono strumenti affilati e rozzi, veri marchingegni fetish che devi stare attento come li manovri, una mazza ferrata può sempre ferire il braccio che la impugna.

Ho affinato il percetto di questa considerazione stando fermo e freddo come un alieno, sotto la doccia vaporosa di un paio di cazziate come si deve che il direttore si è premurato di farmi. Pare che io violi le regole troppo spesso, cose come prendere la parola nei gruppi occupazionali dove i matti leggono il giornale, una cosa che non dovrei fare perchè “toglierei” autorità ai “terapeuti” che menano le danze.

Sto scrivendo questa cronaca per rimettere in sesto i sensi, per affinare la tecnica del bicchiere mezzo pieno, berlo e sbronzarmi un po’. farmi tornare la voglia di percorrere questi corridoi vestito da sciamano bianco, perciò non commenterò il punto. La dinamica è sempre più interessante del contenuto specifico che la fa deflagrare e quindi.

Il cane di sopra può abbaiare e ringhiare quanto vuole, in definitiva, usare pure quella maniera puttana in cui si critica la presunta grinta sociopatica dell’interlocutore spaccando il capello del DSM-V con dovizia di fendenti, c’è solo che io, il cane di sotto, sono pure un collega e ho studiato alla stessa ciotola.

Vedo quindi e mi domando in silenzio, occhi bassi (che è la prima etologia accademica che ho imparato qui): un cane di potere, per una fesseria del genere, arriva a scomporsi la giacca di scena fino a farsi salire il rosso in volto?

Non ho voglia nemmeno di scrivermi una controcartella clinica dentro, una di quelle cose tecniche autoconsolatorie che rivelerebbero l’infantile narcisismo edipico del Prof, uno Psycho lo sa, la retorica offensiva del DSM non perdona ed è double-face come un boomerang, o meglio, come un maledetto pigiama scontato della Upim.

Il Prof sa tutto dell’intrapsichico ed è un grande direttore d’orchestra delle dinamiche triangolari. Oltre cazziare me interrogandomi su “come va” il Gruppo Lettura, cazziava pure in separata sede gli specializzandi ventenni che guidano i Gruppi.

A domanda precisa, io avevo risposto la verità: Come va, Prof? Si dorme, più che leggere i giornali…

Bene, ora: basta nulla per tener desta con la parola l’attenzione di un gruppo, funziona coi sani e con gli scardinati nella stessa maniera, basta variare il tono della voce, ricordarsi di chiedere in giro, ogni tanto, personalizzando: “E’ chiaro, Tizio? E’ chiaro, Sempronio?”.

Comunque Prof, abilmente o per sventatezza, deve aver fatto capire a suon di shampoo ai dottorandi che sono stato io a “delazionarli”, il risultato secco di questo bel balletto eterocazziodiretto è stato che la qualità dei Gruppi è assai migliorata e nessuno m’ha dato nemmeno una pacca di conferma, non voglio dire grazie, ma anzi gli specializzandi giovani ora mi “odiano”, le dottorande fighe che prima mi sorridevano ora mi guardano con sufficienza e a me fumano un po’ i coglioni, ma non abbastanza, e questa è una novità.

Ci vorrebbe nulla per radere al suolo tutto. Io un trattino sociopatico e deviante ce l’ho sempre avuto, ho bruciato diverse opportunità nella vita perchè “me ne sono andato sbattendo la porta”. Mica ho detto che il cane di sopra non avesse il suo motivo, è solo che non sopporto la sciatteria autoritaria, il seminare dall’alto dinamiche maligne e fottersene, lasciare che i cani di sotto se la sbrighino da sé in ottemperanza a una regola di Darwinismo sociale cui non mi va più di corrispondere e che, giocata in questo ambiente, mi pare ancora più nefasta.

Dovremmo essere tutti qui, sani e malati, in un ambiente “sanitariamente protetto”, anche perchè i matti reagiscono come spugne alle dinamicosfera che li contiene.

Non sbatterò la porta, questa volta, sarò muto e rassegnato nel mio interesse, anche se questo avrà un prezzo e aprirà misteriose vie quantistiche che alludono a destini.

La Greca dell’Incipit ve la ricordate, credo. La Greca che tutti scansano sta sempre due righe sopra o due righe sotto e parla di naso, come una brasiliana. Non lo so come fa, ha quest’accento molle, appoggiato, e scoppia a ridere per un nulla. La Greca m’ha teso un’imboscata l’altro giorno.

Mentre m’ero appartato per studiare il mio libro di Yalom, in una pausa solitaria, è venuta a sedermisi accanto su uno di quei moduli da sei sedie di plastica e ferro, una reliquia ospedaliera da neorealismo dove di solito siedono le signore attempate che attendono visita per rinforzare il Prozacchino giornaliero.

Greca s’è seduta e ha sparato un paio delle sue forzate battute greche di ingraziamento ambientale, poi ha riso a se stessa di naso, di conferma.

Io alla fine ho smesso di sottolineare a matita e ho alzato gli occhi dal libro che stavo studiando, mentre tutta intera la struttura delle sedie neorealistiche ha ceduto di schianto e un attimo dopo eravamo gambe all’aria per terra, giuro, io e la Greca.

E non si stava nemmeno male laggiù, dopotutto.

(Una ricerca di Belinda Board e Katarina Fritzon, dell’Università del Surrey, ha comparato un gruppo di 39 manager di successo con criminali e pazienti psichiatrici gravi. La loro classificazione finale ha diviso la popolazione esaminata in «psicopatici di successo» e «psicopatici senza successo»).

*

(foto dall’album: Visual Ostiense)

2 risposte a “Reparto II (Dogs)

  1. io conosco solo le dinamiche “accoltellatrici” del mio ufficio, uno come tanti, dove conviene sempre camminare “con le spalle al muro”, per intenderci…. posso immaginare cosa si scateni quando gli attori di tali dinamiche sono professionisti dei labirinti mentali e tu rendi benissimo l’idea….. ma sei sicuro di non essere stato tu a sabotare le sedie neorealistiche? 😉

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