Moleskine Junghiano #1 (Ermeneutica Essenziale)

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Sperimentiamo la verità attraverso la sua forma falsa. Il soggetto onnipotente che si versa in noi nel concepimento non sa quale labirinto di specchi lo ospita, quale forza naturale lo conduce. Dovrà trasformarsi in oggetto a furia di soffrire, raggiungere a grandi bracciate la sponda distante in cui il proprio sé originale apparirà smarrito negli occhi di una donna, di un’ombra, un’autorità, di un mago, di un ideale, e avrà compiuto a malapena metà dell’odissea.

Ancora dolore e lutto, e una nuova nostalgia, la tensione a liberarsi da un nuovo giogo potrà spingerlo di nuovo avanti, ma qui non monta alcuna certezza.

Alcuni si perdono nello specchio sociale, altri nel bunker del dolore o della rabbia, altri ancora si bastano così, intoccati di un limbo a rischio di frattura, proiettati senza saperlo nella consistenza di sorte dei propri oggetti buoni. I meno si spingeranno oltre, superando quel senso infido di chimera che la vita porta con sé, fino a ritornare di nuovo Soggetti, al centro del proprio creato, in relazione con ogni cosa.

Come nell’immagine del giocoliere, prima che la luce cambi fase, abbiamo pochi secondi di un tempo infinito per trovare l’equilibrio tra Sè e la potenza informe della natura che preme alle spalle.

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