Vernazza è Caduta

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Gli eserciti dell’occupazione turistica moderna sono tra le macchine per la distruzione di massa più potenti ed efficaci che siano mai state concepite, così montate a sbalzo sulle facce innocenti dei soldati semplici che vengono da ogni dove, quella ferale nazione unica globale che siamo diventati tutti. Ora, io posso anche e ancora entusiasmarmi mentre scendo il sentiero del Parco delle Cinque Terre tra incredibili infiorescenze di campo e provare una tenerezza particolare per il dolore che mi fanno le giunture e i muscoli che s’allungano, sono allenato a camminare sulle noie del piano terra stradale, in fondo.

E quando lo sperone di Vernazza m’appare di lontano contro lo slancio puro del mar ligure posso pensare oltremodo; dio che meraviglia, nonostante l’ateismo professato, e concedendo pure il disturbo dei primi selfie ostentati con schiamazzo sui tornanti della ripida scalinata che si infila tra i palazzi ed esce sul corso del paese. E’ solo un maledetto giorno feriale di maggio, per la nazione unica è sempre lo stesso giorno invece, come un’eterna domenica di alta stagione, il calendario qui lo fanno i grandi tour operator che muovono le crociere fino a La Spezia mandando poi in treno, in avanscoperta, il soldato unico che sfila nei gruppi sgargianti in fila indiana, dietro il solito caporale con la bandierina issata.

Posso fare così tante cose ancora al mondo che negli ultimi dieci minuti di discesa sul sentiero da trekking mi sono chiesto tutto e il contrario di tutto, a cominciare da: ma perchè ho aspettato tanti anni per venire a vedere questa meraviglia; ritornando a un più sano: mai più in un posto come questo. Siamo al livello del mare oramai, facciamo avanti indietro tra la parte alta del paese e la sua piccola darsena extravirata a Photoshop sui cartolinari di tutto il globo, difendendoci coi gomiti dalla calca surreale del luogo. Le facciate colorate dei palazzi che affacciano sulla marina sono opache e scrostate in modo sconveniente; unico tra i 5 paesi del Parco, Vernazza ha bisogno di una ricca cura grafica prima di apparire in depliant al soldato unico globale. Vernazza è un po’ come una vecchia troia che appare sui siti porno solo dopo aver speso etti di cerone da 4 soldi sulla faccia offesa dal tempo, e potremmo pure perdonarglielo se non fosse che a latere incontriamo una specie di destino minore che ci scrive l’epitaffio civile della mezza giornata addosso.

Dunque a mezzogiorno ci tallona una certa fame e non ce la sentiamo di riprenderci le ginocchia in spalla subito a risalire i ripidi gradoni del sentiero Azzurro per tornare a fare brunch nella nostra separata frazione di Prevo, un nido d’aquila di poche case alto duecento metri sul solitario mar ligure. Cerchiamo quindi conforto buttandoci dentro la Pizza al Taglio fratelli Basso, non capendo che il nome fa spesso garanzia. Prendo un trancetto di pizza e chiedo una lattina di Coca, mi fanno il conto, viene 7 Euro e 50, io stupisco e gli rido la lattina indietro, a una misera pizzetta da boutique non riesco a rinunciare. Ci sediamo quei 5 minuti a mangiare fuori, a uno dei sei o sette precari tavolini che escono di un metro nel cuore dell’autostrada umana che corre per il paese, la persona che è con me si è rifiutata di acquistare alcunchè e smangiucchia di lato un pezzo di focaccia presa prima. Passano 20 secondi ed esce il pizzettaro che come niente fosse annuncia che non si può stare in quel “locale” mangiando cibo che viene da altrove.

La faccio breve perchè questo è un Social e odo già i fanculo prepararsi perchè il testo è troppo lungo e non risolve tutto praecoxmente: io sorrido perchè credo che lui stia scherzando, ed è con sorriso ancora cortese che gli chiedo se davvero intende che dovrei far alzare velocemente la mia amica e dirle di andare a sedersi per terra altrove in attesa che io finisca di ingollare la sua suola smosciata allo stracchino che costa 5 Euro. Per un po’ continuo a divertirmi chiedendogli se anche l’acqua della mia bottiglietta privata possa essere considerata nutrimento alieno agli occhi degli scienziati di quella locanda. Lui ribatte che loro pagano l’occupazione del suolo e hanno diritto a fare come gli pare, poi dice: e se 10 turisti mi si siedono ai tavoli mangiando i loro panini che devo fare? E dietro di lui avanza so chi delle sorelle Basso e raddoppia: e allora i Ristoranti come fanno se fanno sedere tutti?

Mentre sto arringando i Basso con i concetti che: A) le tasse salate le paghiamo tutti in questa nazione globale; B) noi non siamo 10 individui ma 2; C) questo non è un ristorante dove si permane un’ora e mezza ma 5 minuti forse; D) in giro per i 5 continenti, primo secondo o terzo mondo che fosse, è la prima volta che odo agitarsi una cazzata del genere – mi rendo conto che abbiamo alzato le voci e che un mezzo capannello di soldati semplici s’è fermato ad ascoltarci. Lui poi rientra e io finisco velocemente il trancio smosciato, gli riporto la carta al bancone e lo ringrazio della squisita ospitalità, un attimo dopo esce dal retro un altro Basso alfa e fa: Ah Romani! Ho capito(puntini puntini puntini).

Qui finisce, che sono stanco pur’io come un Basso di Vernazza. Ho visto in un lampo cosa sarebbe accaduto se poco poco avessi condiviso una reazione di queste nuove patologie impulsive con cui Recalcati è diventato famoso. Nella mia testa parte una di quelle musiche psychedelic-mariachi degli amati Calexico e io vedo il clip di me che al rallentì si slancia sul boss dei Basso rompendogli il naso con una capocciata secca. Non c’è niente da ridere o estetizzare, in verità, questa è l’Italia Salviniana che sta sorgendo, milioni di insensate arroganze di destra stanno ritrovando giustificazione e tornano in luce. Il povero Basso non sa che a bruciar cultura minima e accoglienza ci si ritrova in guerra sul serio come nel ventennio e come fosse niente, e allora dovrà dirmi davvero dove potrà metterselo il suo diritto a fare come cazzo gli pare.

Vernazza è caduta, viva Vernazza.

2 risposte a “Vernazza è Caduta

  1. ” è l’Italia Salviniana che sta sorgendo, milioni di insensate arroganze di destra stanno ritrovando giustificazione e tornano in luce.” Magari fosse così, allora sarebbe una condizione del tutto occasionale e comunque transitoria. Si tratta invece di una malformazione genetica tutta italiana credo: eterna pertanto.

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