Rotta geointeriore 1.2.13

Perchè la scrittura

E’ un blog di scrittura, questo. Di scrittura intesa come mezzo, non solo come fine. Perciò annovera tra i suoi contenuti preferiti il reportage di viaggio, per tenere vivo un sogno, una connessione con l’oggi, col mondo e l’Altrove. Troppi sono già gli spazi dove la scrittura parla solo a se stessa per aver voglia di crearne un altro. E c’è di più, forse un destino. Sono più di dieci anni che scrivo con una certa continuità, ho imparato a scrivere in rete, in quel bel periodo in cui sui siti letterari si costituivano spontaneamente veri laboratori di scrittura creativa che hanno visto nascere bravi autori. Ho pubblicato racconti e poesie su varie antologie letterarie e riviste di settore, con i piccoli editori che mi hanno contattato per stampare un’antologia di racconti personale, gratuitamente, non ci siamo messi d’accordo perchè non mi convincevano. Nei tre approcci che ho avuto all’<editoria seria> le cose sono andate anche peggio, ho perso un sacco di tempo e son finito a litigare con un paio d’Editor seri, certamente, ma molto lontani da quel ferrovecchio di mentalità che loro ritenevano avessi. Chiaro che qualcosa non gira. Se sia io o il resto del mondo non è questione, davvero. Perchè su altri fronti, attraverso quel poco di artigianato della parola appreso, sono riuscito a trovare un buon lavoro in un periodo particolarmente difficile della mia vita. E anche l’amore, a guardar bene, è attraverso i racconti che s’è svegliato e manifestato. La scrittura è un mezzo, ancor prima che un fine. Un mezzo che, non ho motivi di dubitare, anche questa volta mi regalerà l’uscita dai mondi che non tollero più e tutto il resto che non so ancora immaginare.

Perchè un blog

Si dice ancora in giro che anche l’esperienza dei blog, come modello dello stare in rete, sia pressochè finita, superata e rimpiazzata dai social network. Per come la vedo io, viceversa, mi pare di cogliere un movimento di ritorno, nuovi generi di blog emergono, meno autoreferenziali e monotematici, più connessi a una varietà di voci e interessi che dialogano e si interrogano. Tutti abbiamo una finestra social, ormai, e qualcuno comincia a sperimentare come “passare il tempo” laggiù affacciati induca una sorta di sfocatura dell’attenzione media, una superficializzazione della presenza dovuta alla specificità dell’ambiente, gli stimoli informativi e promozionali si moltiplicano in sovraccarico veloce. Stare in rete nei blog è un’esperienza diversa, richiede maggiore attenzione e focalizzazione. La rete continua a produrre pensiero vivo e a sognare modelli esitenziali diversi, ci si appassiona di solito quando si dedica attenzione, e può essere utile chiudere la finestra per distanziarsi un po’ dal chiasso sociale che richiede sempre più spesso e a sproposito la nostra presenza.


Perchè questo mondo non può bastare

Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si risveglia.”

C. G. Jung

La chiave per vivere in armonia è mantenere il proprio calore vitale nel modo più economico e semplice possibile, producendo l’ammontare massimo dell’unico capitale umano in fin dei conti reale: il Tempo.”

H. D. Thoreau

L’azione collettiva è fallita, bisogna prenderne atto. Quella individuale invece è ancora tutta da identificare e verificare, da mettere in pratica. Ogni uomo o donna può smettere di fare cose insensate e cambiare vita. Ci vorrà tempo, per molti di noi, anche anni. Ma quella strada è eversiva e nuova, e attende che la percorriamo. Un uomo che non percorra la sua strada è inutile che voti, che vada alle manifestazioni, che si lamenti. Il mondo che ha intorno è il suo, adatto a lui, e dovrebbe prenderne atto.”

Simone Perotti

*** ***

Siamo giunti vivi al terzo millennio. Se ricordate gli scuri anni della guerra fredda e gli spifferi di paura collettiva circa la bomba H, non si può considerarlo un fatto scontato. Cosa abbiamo perso e cosa abbiamo guadagnato, nel frattempo. Ognuno faccia i calcoli che ritiene. Ma non si può negare che la razza umana stia affrontando nuove difficoltà che appaiono ingestibili. Il chiasso mediatico e promozionale ha raggiunto livelli stratosferici. Sempre più spesso succede che le spiegazioni confondano, le soluzioni complichino, la tecnologia istupidisca. Non parliamo nemmeno delle bronchiti climatiche che avanzano e dei veleni che ci assediano. La gloriosa, sbandierata, globalizzazione impoverisce e uccide. Come una malattia degenerativa, l’attitudine ad una prospettiva postmodernista che tutto ha già visto e digerito procede spedita nel mondo abbattendo ideali, etica e utopie.

Prendete l’Italia, politici e personaggi pubblici del nostro curioso paese hanno relativizzato tutto, a cominciare dalle dichiarazioni pubbliche, dalle attitudini etiche. Solo pochi anni fa i politici della prima repubblica sfilavano davanti ai tribunali con occhi vacui di chi si sente perduto, con le posture piegate dalla vergogna di ritrovarsi in una gogna pubblica. Vent’anni dopo appena, è ormai transitato il concetto che si può dire e fare ciò che si vuole, tanto il giorno dopo si smentisce, si denuncia, si rinasce perfetti uomini nuovi. La realtà e la responsabilità hanno perso il loro ancoraggio umano, e il cittadino medio, il suddito, ne fa scuola. Così l’aria schizoide finisce in strada avvelenando l’etere sociale.

Tutto questo maleandare, poi, si accoppia con i ceppi virali della finanza selvaggia e riduce la stanca politica degli stati nazionali a un vacuo esercizio periferico da sottoscala condominiale. Siamo governati da un treno in corsa senza freni, ed è davvero difficile identificare chi siano i veri capitreno, il bigliettaio, invece, passa tutte le ore e ogni volta aumenta il prezzo del biglietto. La crisi non finisce più, non s’era mai visto un andamento da strapiombo del genere nella storia economica del pianeta. Ognuno di noi vale globalmente, ormai, nella misura di quel poco di risorse residue che gli si può spremere: denaro, fede, lavoro, tempo, coscienza, futuro. Olio extravergine d’umano, in definitiva. Tutto ciò non è obbligatorio, ci sono modelli diversi che resistono bene, al mondo.

Come: un altrove e un sogno lucido

Forse è il caso di cominciare a cercare concretamente un ALTROVE da cui ricominciare e più TEMPO per ragionare e sognare. Non si può pensare si subire passivamente il morso dei grandi poteri invisibili che dirigono tutto. E’ un viaggio destinato a finire contro un muro, questo. Il mondo è ancora pieno di energie, idee, soluzioni da riconnettere, da ri-orientare. Nei Link Blogroll di questo spazio ci sono tracce da seguire per iniziare un percorso. Arte, creatività, movimento, Downshifting o Decrescita Felice che dir si voglia, le etichette hanno poca importanza, le direzioni non mancano. Si faccia  intanto un serio giro di mondo per dare un’occhiata a se e come le culture terrestri risolvono i problemi e i sentimenti localmente, fuori dal fortino occidentale.

Aereoplanini è un blog di narrazioni di viaggio, nel senso esteso del termine. La scrittura stessa è una sorta di viaggio che comprende il tracciato di se stessi, dei propri slanci, un sogno lucido. Non è un punto d’arrivo questo, è un trampolino e un veicolo in costruzione progressiva, che cerca la rotta ma ha ben presente la meta. Vi invito in ogni caso a praticare più spesso il sogno lucido, si può fare anche dal comodo di una poltrona, basta concedersi lo spazio e il tempo, il vostro cervello ne ha bisogno per creare il futuro giusto, la vostra anima ve lo chiede per continuare a praticare la fede.

Welcome aboard.

 

 

 

3 risposte a “Rotta geointeriore 1.2.13

  1. Anche io sono convinta che sia necessario cercare un altrove, un percorso personale che si affacci dentro e fuori di noi. E anch’io ho iniziato a scrivere sul mio blog per tenere vivo un sogno (e spero, tra l’altro, che anche per me l’amore si risvegli attraverso i racconti). Il tuo blog è una boccata d’aria. Mi fa bene.

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