Sunny (Aeroplanini Bar Talk)

Il principio fu un piede, il motivo scoperto del perchè impazzire per un corpo piuttosto che un altro, dividi et impera si giocava di un tutto, ci si metteva ogni particolare fantasioso, poteva essere un tono valgo nell’alluce esposto piuttosto che lo strano smalto fucsia applicato leggermente, il tenue dente dell’unghia appena trascurata e la calza a rete conseguente, di poco smagliata in punta, come di chi pratica l’esistenza assiduamente, ci si metteva l’Iradiddio e ci mettevi la gioventù sfacciata soprattutto, quell’ostinato giocare a mosca cieca con gli altri, nella pena e nell’estasi, credendosi il padre di ogni fenomeno, credendosi ogni cosa che ogni gioventù si crede dall’inizio del mondo, sia lodato un po’ d’Io, credendosi e basta.

L’esercizio delle pulsioni rende impuri, questo lo credi da che sei nato, così crescere t’è sempre sembrato una lunga discesa di riparazioni di porte che chiudono, sbattendo alle spalle; così la scelta è divenuta affilata come un esercito di spade che ti passa alle armi, puoi crescere come una nevrosi primaverile acclarata, tutta la vita, quando tutti hanno il delirio la malattia non esiste più, è chiaro, esistono i supermercati però e i parcheggi, esistono gli scontrini e le promotions, esiste tuo figlio per cui hai scelto onestamente di lottare, esiste tuttavia la possibilità inquietante che tra vent’anni il mondo per cui hai scelto di prepararlo nemmeno esista più, e quel tu autentico che c’era un tempo tu non sappia nemmeno più dove andarti a cercare, tu-tu-tu, hai presente quelle margheritine a migliaia sui prati, tutte uguali e tutte calpestate dai gesti incomprensibili dei giganti che ci si muovono sopra; ma puoi deviare per vicoli scuri, del resto, trovare luce da un sole buio, incomunicabile, e allora saranno gli altri a metterti la camicia di forza, fa un po’ ridere si, finire proprio nel giogo collettivo di quelle cazzo di margheritine nevrotiche che fanno audience, che fanno buoni sentimenti Robert’s, che fanno stuprare i sentimenti più puri come nascono alla fonte.

Di cosa sei figlio, oggi, quando il vero più concreto si realizza fuori di te, malgrado te, con la tua collusione inconsapevole, tutt’al più, in una velocità stradale globale e quotidiana che ti dà il passaporto di un mondo ma non scioglie la pena, la moltiplica piuttosto, anche se vai a sotterrarla trallallà! Anche se scrivi poesie, anche se scrivi i blog, e scrivi i morti del vicino molesto, e scrivi opere di bene, e scrivi le Slide di una presentazione pacchiana da asporto, e scrivi nei cessi, e leggi sui muri, e ancora ascolti che si fa sera, e prima di dormire scrivi un’altra ennesima lunga lettera accorata pregando che qualcuno t’ascolti.

Ebbene si, sappi che un orecchio c’è, non una moltitudine, un solo organo standardizzato che si aspetta una carezzina mafiosa in cambio, come minimo e tu, sei capace davvero di prendere ossigeno da un fiorellino di campo cinese tutto bello fosforescente in kevlar ripassato, perchè tutti cinesi siamo ormai, e il tempo non esiste più, svegliarsi, il tempo e la moneta li fabbricano a pechino, nessun americano ti verrà più a salvare, buddy, ognuno col proprio esercito esclusivo di terrecotte sotterrate in qualche bella caverna turistica tra Zangskar e Shangai, due dollari al giorno in Bitcoin esclusivi, sessanta dollari al mese e la malattia son cazzi tuoi a Guang-Zou, ma solo fino al prossimo hackeraggio di sistema che ti ruberà anche l’ultimo valore virtuale, com’è accaduto di recente ad alcuni nativi americani (notizia vera) che del resto sono ormai abituati, da quattro secoli li inculano in serie con collanine pulciose e coperte a scialare.

*

Si discuteva a casa d’amici l’altra sera, le posizioni erano sempre le stesse, una trinità fondante, padri figli e spiriti santi shackerati insieme e versati in tre bei bicchieri da servizio.

a) Nella realizzazione profonda di sé, a cinquant’anni, falliscono quasi tutti, chi perchè deve crescere figli sempre più problematici, chi perchè è rimasto Singolo e passa il tempo a cercarsi un ruolo sociale plausibile.

b) Non è vero, ci si realizza attraverso gli altri, l’amore che si dà, i figli in primis.

c) Scusate, abbassate un attimo le voci e il tono, diosanto, ma che modi sono, sta iniziando il Film su Sky.

4 risposte a “Sunny (Aeroplanini Bar Talk)

  1. Nessun americano mi verrà a salvare, hai detto bene, anche se scrivo poesie e scrivo blog e ho mancato di brutto il punto b e altri punti. Non più all’ordine del giorno.

    • grazie, una grande rivolta degli “scaduti” sogno, certo, bisognerebbe prima onestamente riconoscersi tali, è ovvio, e oggi è domenica di primavera, è appena passata la festa del papà e la pasqua s’avvicina, non rompere troppo sorella 🙂

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